Essere vittima di una truffa non esonera automaticamente da responsabilità se l’evento è stato agevolato dall’inosservanza degli obblighi professionali
Secondo il Tribunale di Milano, nella sentenza del 17 settembre 2026, n. 7130, essere vittima di una frode non esclude la responsabilità per i bonifici autorizzati senza le necessarie verifiche. All’amministratore di condominio è infatti richiesta oggi una diligenza qualificata, in ragione delle nuove e specifiche mansioni che caratterizzano il contratto di amministrazione, disciplinate dagli articoli 1129–1131 del Codice civile. Prima della riforma del condominio, invece, la giurisprudenza limitava la responsabilità dell’amministratore ai soli casi di inosservanza della diligenza ordinaria del buon padre di famiglia.
Il caso
All’origine dell’attuale decisione vi è una truffa ai danni dell’amministratore: dal conto corrente di un condominio erano stati effettuati cinque bonifici, per un totale di 31.380 euro, a favore di soggetti estranei alla gestione. L’amministratore li aveva autorizzati dopo aver ricevuto la telefonata di un uomo che, presentandosi come operatore della banca, aveva segnalato operazioni sospette e chiesto i codici Otp ricevuti via sms. L’amministratore e una collaboratrice avevano seguito le istruzioni. Solo in seguito una dipendente si era accorta che le transazioni erano in uscita. L’amministratore aveva denunciato la frode, ma una relazione tecnica aveva rilevato carenze nella sicurezza informatica dello studio e vulnerabilità al phishing. Il condominio aveva quindi chiesto il risarcimento, mentre l’ex amministratore aveva contestato la propria responsabilità e chiamato in causa la compagnia assicurativa.
La diligenza professionale
Il Tribunale accoglie la domanda e condanna l’ex amministratore al risarcimento di 31.380 euro, oltre agli interessi. Richiamando gli articoli 1129, 1130 e 1131 del Codice civile e, per quanto compatibile, la disciplina del mandato, il giudice milanese applica l’articolo 1176, secondo comma, del Codice civile, che impone di valutare la diligenza in relazione alla natura dell’attività esercitata. Il convenuto amministrava più condomìni, avvalendosi di collaboratori e strumenti informatici. Secondo il giudice, questa organizzazione richiedeva una diligenza qualificata, superiore a quella ordinaria. L’amministratore aveva invece comunicato i codici OTP senza effettuare controlli preventivi, verificando la destinazione delle operazioni solo dopo averle autorizzate. Assumono rilievo anche gli avvisi antifrode pubblicati sul sito della banca già dal 2019 e le criticità informatiche riscontrate nello studio. La conoscenza delle indicazioni di prevenzione e l’adozione di adeguate misure di protezione rientravano, secondo il Tribunale, negli obblighi professionali dell’amministratore.
Frode e manleva assicurativa
La condotta dei truffatori non esclude la responsabilità contrattuale del professionista quando la sua negligenza abbia agevolato il verificarsi del danno. All’amministratore non si contesta di aver materialmente commesso la frode, ma di non aver adottato le cautele imposte dai doveri di prudenza e controllo. Il Tribunale accoglie anche la domanda di manleva nei confronti dell’assicurazione, respingendo l’eccezione secondo cui la garanzia non sarebbe operante perché il danno è stato provocato da terzi. L’inadempimento dell’assicurato costituisce infatti il presupposto della responsabilità civile rilevante ai fini della copertura. La compagnia è quindi tenuta a tenerlo indenne dagli importi riconosciuti e dalle spese di giudizio, nei limiti previsti dalla polizza e con applicazione della franchigia di 2.500 euro.
Conclusioni
La decisione sottolinea che la sicurezza informatica è parte della diligenza professionale. Verificare le comunicazioni sospette, non condividere codici di autenticazione e proteggere adeguatamente i sistemi dello studio sono cautele essenziali per chi gestisce risorse altrui. Essere vittima di una frode non esonera automaticamente da responsabilità se l’evento è stato agevolato dall’inosservanza degli obblighi professionali.


